IL PD ED IL NUOVO CORSO. BIG BANG O BIG CRASH?

di Salvatore Giunta
La teoria astronomica del Big Bang viene dimostrata con l'evoluzione e l'espansione dell'universo, mentre il futuro del PD, viste le premesse quali l'elezione di Crisafulli, il Nuovo Corso (sic!) e non ultimo le contraddizioni scaturite dal convegno a Palermo di Venerdì 27/06, possono considerarsi una implosione e quindi si potrebbe parlare, piuttosto, di Big Crash. Infatti, dall'articolo a pagina IV della edizione di Palermo del 29/06 (e tralasciando l'aberrante, tracotante e presuntuosa nomina di Crisafulli al coordinamento provinciale), scaturiscono tutte le contraddizioni di un partito che sembra interessato di piu' alla resa dei conti e alla redistribuzione dei posti di potere piuttosto che ad una politica rivolta al sociale, ai giovani, ai tanti problemi della Sicilia e non ultimo al rinnovamento della classe dirigente invocata solo a parole. Il Nuovo Corso (sic!) da' "l'addio alle divisioni correntizie con una piattaforma condivisa da tutte le aree". Ma cosa c'e' di più ambiguo di queste parole e quindi come si può chiedere, giustamente, a Crocetta di uscire dalla sua ambiguità? Mi spiegate che differenza esiste tra correnti ed aree? L'articolo prosegue con un ragionamento di Crisafulli "su come recuperare un'azione innovativa del partito in vista del congresso". Ma cavolo come puo' lui parlare di innovazione quando la sua sola presenza nel partito e' la negazione stessa del termine innovazione? Sono questi metodi arroganti e presuntuosi, che travalicano persino i vomitevoli atteggiamenti di Berlusconi, che stanno aggravando l'emorragia di attivisti e simpatizzanti del PD.
Per quanto mi riguarda non mi identifico piu' con questa politica e questi politici e non voglio più confondermi con loro.
Nonostante ciò, alla luce delle premesse poste da Carmelo Nigrelli circa i presupposti programmatici del Big Bang, e vista la profonda stima che nutro verso di lui,reputo che potrebbe aprirsi una nota di credito nei confronti della proposta politica. Ma questa nuova corrente o area (chiamatela come volete) all'interno del PD piazzese non può prescindere da una chiara presa di distanza dalla attuale dirigenza provinciale e dai suoi metodi padronali. Tagliando il cordone ombelicale che da anni ha collegato tutte le sedi del PD ennese, soffocando le già asfittiche risorse politiche che il territorio offre, possiamo gettare fondamenta solide ad un partito che potrà e dovrà essere protagonista nei prossimi anni, con o senza il Megafono. Le tante persone che guardano ancora speranzose ad un nuovo centro-sinistra chiedono, NON A PAROLE ma con i fatti, rinnovamento, una nuova classe dirigente, una politica rivolta alla collettività scevra da personalismi e interessi soggettivi, una cultura politica del merito piuttosto che dei numeri, una condivisione delle scelte politiche e del percorso per intraprenderle.
Saranno in grado coloro i quali aderiranno al Big Bang piazzese di prendere posizioni nette e prive di ambiguità in merito ai temi prima esposti? Ma soprattutto vorrà il promotore del Big Bang piazzese e futuro leader del centro-sinistra far fronte a queste richieste e farsene portavoce nel futuro congresso per imporle con i mezzi democratici che le regole statutarie ci forniranno? La sua risposta potrà condizionare non solo la mia futura adesione (che ovviamente non conta nulla) ma quella di tanti amici e simpatizzanti sempre ai margini di una politica chiusa e che cerca di coinvolgere e di aprirsi all'esterno solo in campagna elettorale.
Chiudo con due aforismi per arricchire la riflessione:
Se l'obbedienza è il risultato dell'istinto delle masse, la rivolta è quello della loro riflessione.
Honoré de Balzac, Massime e pensieri di Napoleone, 1838
Ricorda che il destino di tutti dipende sempre dalle azioni del singolo.
Alessandro Magno